Il vino

A pochi chilometri dal Golfo di Manfredonia,
coltiviamo 12 ettari di vigneto, in regime biologico dal 1993. I metodi di coltivazione comprendono la pergola pugliese (tendone) per gli impianti più vecchi e il cordone speronato per le vigne risalenti a meno di dieci anni fa. I vitigni di elezione sono gli autoctoni di Puglia (nero di Troia, primitivo e negroamaro), integrati dalle varietà tipiche delle regioni confinanti con la Daunia quali l’aglianico e la falanghina. Discorso a parte meritano il montepulciano, diffuso su di un areale che parte dall’Abruzzo e si allarga fino a tutto il Tavoliere delle Puglie, e il sangiovese

La Daunia è storicamente, la patria del nero di Troia le cui origini si perdono nel tempo. Nella seconda metà dell’ottocento, il vitigno ebbe il momento di massima espansione grazie alle cantine dei grandi latifondisti che lo esportarono ovunque come pregiato vino in bottiglia. È una storia poco conosciuta ma affascinante, considerando l’alto livello tecnico che le cantine dell’epoca avevano raggiunto. Di quel periodo restano sul territorio molte tracce, legate da un filo che attraversa i secoli: il nero di Troia.