“Un rudere, poche pietre abbandonate nella piana del tavoliere. La masseria Contessa Staffa trent’anni fa ci apparve così e c’è voluto tanto lavoro e fatica per riportarla in vita.”

Questa frase, presa dal sito internet dell’azienda, ci fa capire cosa ha portato l’abbandono della terra da parte dei contadini e l’emigrazione verso il nord Italia e all’estero in cerca di fortuna. La storia di Raffaele Di Tuccio sembra invece andare contro corrente, quando nel 1993, acquista il rudere della masseria Contessa Staffa e la tenuta ed avvia una attività agricola con produzione di ortaggi e allevamento della vite. Tanto è l’amore per la terra che la conduzione biologica di questi terreni diventa una scelta di vita e la realizzazione di un sogno. Il sogno di poter proporre una serie di eccellenze enogastronomiche tutte prodotte e trasformate in azienda seguendo i dettami della produzione biologica. Prodotti semplici che emozionano per il gusto sincero, essenziale, a volte rustico ma sempre sincero.

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