Rosso Puglia IGT Puglia

6,85

Rosso Puglia IGT Puglia è il vino biologico ottenuto da uve Montepulciano, Nero di Troia e Sangiovese. Simboleggia per Antica Enotria l’orgoglio della terra proprio per la sua composizione. Si distingue per il colore rosso rubino intenso con vivaci riflessi violacei. Ha profumo caratteristico di ciliegie e frutti di bosco. In bocca è secco, morbido, non molto tannico, e con una buona freschezza. È un vino piacevole, di pronta beva, da bere in tutte le stagioni.

Montepulciano
Nero di Troia
Sangiovese
13,5% vol.

Abbinamenti

Rosso Puglia IGT Puglia è il vino ideale da abbinare a piatti della tradizione in particolare a primi con verdure tipici della tradizione contadina, secondi piatti di carne, anche allo spiedo, e cacciagione. Valorizza i formaggi stagionati, freschi e salumi.

Rosso Puglia IGT Puglia è il vino biologico realizzato con uve dei vitigni Montepulciano, Nero di Troia e Sangiovese. Le uve  di Rosso Puglia IGT Puglia vengono raccolte a fine Settembre. In cantina il mosto fermenta e macera con le bucce alla temperatura di 25° per 8 giorni in silos d’acciaio. Successivamente il vino Rosso Puglia IGT Puglia riposa per 7 mesi in acciaio, prima dell’imbottigliamento, che avviene a Maggio.

Il Montepulciano è un vitigno coltivato prevalente nell’Italia centrale ed in particolare è autoctono delle regione Abruzzo e marche. E’ infatti doveroso specificare che  il Vino Nobile di Montepulciano non ha legami con questo vitigno. I vini a base di Montepulciano si caratterizzano per i tannini fitti, morbidi e non molto aggressivi, per i sentori di ciliegia e di marasca, per il finale pieno e sostenuto da una notevole forza estrattiva e alcolica.

Il Nero di Troia è fra le varietà più coltivate in Puglia. La zona di maggiore coltivazione è la Daunia, quella detta di territorio che comprende la provincia di Foggia e la zona a nord della provincia di Bari. Si narra che questo vitigno abbia origini antichissime addirittura risalenti d Diomede, eroe della guerra di Troia, che portò in Puglia questo vitigno. Tuttavia questa non è l’unica versione sulla nascita di questo vitigno: si pensa anche che la provenienza possa essere anche dalle vicine coste albanesi, esattamente dal piccolo borgo di Cruja, che in vernacolo si chiamava Troia.

Da sempre il Nero di Troia è noto per un’elevata presenza di tannini. Proprio per questo motivo fino a quale decennio fa, questo vino veniva usato per creare dei blend. Ultimamente il Nero di Troia è stato al centro di una valorizzazione culturale e di gusto che ne ha promosso l’eleganza e la delicatezza.

Il Sangiovese coltivato in Puglia acquisisce caratteristiche diverse rispetto al vitigno tradizionale delle altre regioni di Italia, infatti cambia notevolmente le sue caratteristiche espressive al variare dei climi e dell’altitudine a cui viene coltivato. Qui in Puglia , grazie al clima caldo durante il periodo di maturazione e al calore del sole, esprime profumi freschi e fruttati. Il Sangiovese è uno dei vitigni tra i più diffusi sul territorio nazionale e viene coltivato dalla Romagna fino alla Campania ed è tradizionalmente il vitigno più diffuso in Toscana. Questo vitigno è con molta probabilità originario proprio da quest’ultima regione  e il suo nome potrebbe derivare dal termine “Sangue di Giove”. Sembra che  fosse già noto agli Etruschi e si sia diffuso nell’Italia centrale seguendone le rotte commerciali.  Ha dunque origini molto antiche ed è sicuramente conosciuto fin dal 1500.

Il vitigno Sangiovese si presenta in due distinte tipologie: Il Sangiovese grosso, corrispondente ad alcuni biotipi coltivati in Toscana, tra cui il Brunello ed il Prugnolo Gentile. ed un Sangiovese piccolo, a cui fanno riferimento la maggior parte delle verietà sia Toscane che dell’ Emilia Romagna e del resto d’Italia, tra cui il Morellino, coltivato nella zona di Scansano.

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