Ci vuole tempo, pazienza e dedizione per vedere l’uva trasformarsi in vino. E’ una trasformazione lenta per un processo “veloce” in cui il lavoro di un intero anno si concretizza nella vendemmia. Con la raccolta si dà il via al processo di vinificazione, un momento importante che mette in campo tutta la nostra passione e tutte le nostre conoscenze.

Luigi Di Tuccio

Un legame profondo

C’è un momento dell’anno in cui tutto il nostro lavoro viene riassunto in una parola: vendemmia. In quelle settimane di lavoro duro, si sprigiona tutto il nostro essere famiglia, tutte le nostre fatiche sbocciano come un miracolo dalla terra. La raccolta dell’uva si trasforma in una festa, piena di entusiasmo e gioia autentica come avveniva in tempi ormai passati. Una celebrazione di gioia perché dal filare l’uva passerà nei nostri bicchieri per brindare alla vita.

La vendemmia, con i suoi gesti e le sue usanze, è un vero e proprio rituale che rievoca fatti e racconti del mondo agricolo, di tradizioni contadine tramandate di generazione in generazione. Per tutti noi rappresenta l’evento più importante dell’anno e una circostanza di condivisione sociale. La vendemmia rappresenta per noi la sintesi di un legame profondo.

Dal filare al bicchiere

La vendemmia ci rende partecipi di un processo naturale che l’uomo, grazie anche all’innovazione tecnologica, ha migliorato nel corso dei millenni per ottenere un vino sempre qualitativamente più pregiato.

La nostra vendemmia inizia quando le uve hanno raggiunto il grado di maturazione aromatica e fenolica dell’uva. E’ il mese di settembre che solitamente dà il via a questo periodo di grande fermento e che abbraccia anche i mesi ottobre e novembre.

Le operazioni cominciano con la raccolta alle prime luci dell’alba, con il fresco. I grappoli migliori vengono adagiati in cassette e portati subito in masseria per la pigiatura. Prima di questa operazione avviene un processo molto importante: gli acini vengono separati dal raspo, rispettando l’integrità dei frutti per evitare  la liberazione di sostanze tanniche dal gusto legnoso. Si crea così in un istante un intenso profumo di uva fresca che circonda e inebria l’aria.

Avviene ora il primo passaggio importante nel processo di vinificazione: la produzione del mosto. Con la pigiatura degli acini di uva si ottiene un liquido ricco di zuccheri, di tannini, di sostanze acide e azotate, di sali minerali e di quei lieviti responsabili della trasformazione del succo in vino.

Il mosto viene fatto così fermentare in grandi vasche. Ogni tipologia di vino ha la sua fermentazione: per i rossi il mosto rimane a contatto con le bucce, per accelerare la dissoluzione dei polifenoli e degli aromi contenuti nella buccia e nei vinaccioli. Per i vini bianchi avviene il contrario: il mosto viene subito separato dalle bucce e dai vinaccioli per smorzare i tannini ed ottenere un gusto delicato. Il rosato prevede invece un periodo di macerazione particolare e variabile. Terminata la fermentazione, comincia una delle fasi più caratterizzanti, quella di rifermentazione e invecchiamento che darà origine alle caratteristiche che distinguono ciascuna bottiglia. Il risultato finale sarà un prodotto espressione di secoli di storia, della terra di appartenenza e della nostra famiglia.

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