Vriccio Primitivo IGT Puglia

12,80

Vriccio Primitivo IGT Puglia è un vino rosso biologico ottenuto solo da uve di varietà Primitivo. E’ un vino nel complesso morbido ma comunque dal gusto vivo. Si caratterizza per il colore rosso rubino e per il profumo del tutto particolare di  prugna e confettura. In bocca è fresco e piacevole, ha tannini morbidi ben integrati alla componente alcolica e una bella persistenza aromatica di frutti rossi.

100% Primitivo
13,5% vol.

Abbinamenti

Vriccio Primitivo IGT Puglia grazie alla sua struttura morbida ma con presenza di tannini è il vino ideale per portate di carne come carni rosse alla brace, selvaggina, cinghiale, agnello o capretto al forno. Inoltre, si abbina molto bene a zuppe di legumi e primi piatti con sughi di carne.

Informazioni aggiuntive

Descrizione

Vriccio Primitivo IGT Puglia è un vino rosso biologico di Primitivo in purezza. Il Primitivo raggiunge la piena maturazione verso la fine del mese di agosto. Dopo la vendemmia e la pigiatura soffice il mosto macera con le bucce e fermenta a temperatura controllata per 12 giorni. Frequenti rimontaggi tradizionali e delestage consentono una giusta ossigenazione della massa in fermentazione e un migliore fissaggio delle sostanze coloranti e aromatiche. Vriccio Primitivo IGT Puglia matura in acciaio per 12 mesi e successivamente in bottiglia per 4 mesi prima della commercializzazione.

Il Primitivo insieme ai vitigni Negroamaro e Nero di Troia è tra i più famosi autoctoni pugliesi e una delle dieci varietà più coltivate in Puglia. Il Primitivo deve il suo nome a un sacerdote Francesco Filippo Indelicati di Gioia del Colle, in provincia di Bari, che verso la fine del XVIII secolo compì studi approfonditi su questa varietà.

Attraverso diverse selezioni di vitigni della stessa tipologia, direttamente in vigna, ne individuò uno che si distingueva dagli altri per la precocità di maturazione, battezzandolo così, con il nome di Primativo o Primaticcio o con il termine latino Primativus. Successivamente le marze di Primitivo raggiunsero Manduria (provincia di Taranto) a cavallo tra il 1700 e 1800, trasportate dai lavoratori migranti provenienti da Gioia del Colle.

 

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