il sale della terra antica enotria

Si chiama Il Sale della Terra e raramente il nome d’un vino è tanto evocativo. Perché il sale c’è, nella terra calcarea e salata, e nel vento che porta l’aria del mare (l’Adriatico è là sullo sfondo), e nel vino, con quella sapidità così espressa che offre allungo al sorso. Il vino è un rosso pugliese, fatto con l’uva del nero di Troia, ma toglietevi di testa certe opulenze dei rossi meridionali, ché qui invece è tutta finezza. Ha vene terrose e le spezie, a manciate, che s’integrano in un frutto croccante scevro da morbidezze. Ancora tracce di china, di tamarindo, e la carruba. Un tannino rustico che fa da perfetta impalcatura, una freschezza che offre dinamicità.

Un rosso austero (ed austeramente si presenta già allo sguardo, con quel suo tono di granato). Un vino che affascina e coinvolge. Lo fa Antica Enotria, l’azienda della famiglia Di Tuccio, che ha sede operativa a Cerignola, nel Foggiano. “Siamo nati agricoltori e continuiamo ad esserlo” scrive Luigi Di Tuccio sul sito. L’ho incontrato al Mercato dei Vini della Fivi, a Piacenza, e quando gli ho chiesto da dove originasse quell’eleganza del vino mi ha risposto che viene dai terreni, perché dai loro terreni è difficile tirarci fuori alcolicità o morbidezze, e allora serve il legno grande e la pazienza dell’attesa e dell’affinamento, e allora “l’eleganza viene fuori da sola”. Io credo che venga anche dal rispetto. Il rispetto della terra, dell’uva, del tempo.

Mi piace, questo Sale della Terra, e l’annata che ho avuto nel calice è la 2015.

Puglia Nero di Troia Il Sale della Terra 2015 Antica Enotria
(90/100)

Articolo di Angelo Peretti tratto da “The Internet Gourmet” del 4 febbraio 2020

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